mercoledì 31 marzo 2021

Geert vanden Bossche - emergenza salute pubblica di rilevanza internazionale

 Geert Vander Bossche, DMV, PhD virologo indipendente ed esperto di vaccini, ufficialmente impiegato alla GAVI e alla Bill and Mellinda Gates Foundation.

 

A tutte le autorità, scienziati ed esperti del mondo, a coloro ai quali importa le sorti dell’ intera popolazione mondiale.

Io sono tutto tranne un antivaccinista. Da scienziato io non aderisco di solito a nessuna iniziativa di questo genere per prendere posizione relativamente alle vaccinazioni. Da virologo ed esperto di vaccini posso solo fare un’eccezione dal momento in cui tutte le autorità mondiali permettono la somministrazione di vaccini ad essere amministrata in modi che possono mettere a rischio la salute dei cittadini, dal momento che l’evidenza scientifica viene ignorata.La presente ed estremamente critica situazione mi forza a diffondere questa chiamata di emergenza. L’ intervento umano senza precedenti nella gestione della pandemia da Covid 19 è a rischio di trasformarsi in una catastrofe globale senza eguali, questo messaggio non potrà mai essere forte abbastanza.

Come detto sopra, io non sono contro i vaccini. Al contrario, vi posso assicurare che tutti i vaccini sono stati progettati, sviluppati e prodotti da brillanti e competenti scienziati. Tuttavia, questo tipo di vaccini profilattici sono del tutto inappropriati e spesso molto pericolosi quando usati nella vaccinazione di massa nel mentre di una pandemia virale. I vaccinologi, gli scienziati e il personale clinico sono accecati dagli effetti positivi a breve termine nei singoli pazienti ma non sembrano interessarsi sulle disastrose conseguenze della salute globale. A meno che ci sia la prova scientifica che io sia nel torto è difficile capire come l’attuale intervento umano preverrà la circolazione di varianti dal trasformarsi in un mostro selvaggio.

Correndo contro il tempo, sto completando il mio manoscritto scientifico, la pubblicazione per la quale, sfortunatamente, sembra arrivare troppo in ritardo, dato il sempre più incombente pericolo delle crescenti e altamente infettive varianti. Questo è perché ho deciso di pubblicare un sunto delle mie scoperte così come dei miei appunti delle conferenze al recente Vaccine Summit in Ohio su Linkedin. Lunedì scorso, ho inviato a varie organizzazioni internazionali della sanità, inclusa la Organizzazione Mondiale della Sanità,le mie analisi dell’ attuale pandemia, basate su ragionamenti scientificamente informati sull’ immunità biologica del covid 19. Dato il livello di emergenza, li ho affrettati di considerare i miei ragionamenti e di iniziare a dibattere sulle conseguenze detrimentali di una ulteriore soluzione ad immunità virale. Per coloro che non sono esperti in questo campo, allego una versione più accessibile e comprensibile della scienza al di dietro di questi insidiosi fenomeni.

Anche se non c’è tempo da perdere, non ho ancora ricevuto nessuna risposta. Gli esperti e i politici sono rimasti in silenzio, mentre ovviamente erano entusiasti nel parlare di regole riguardo al contenimento dell’infezione e di ‘libertà primaverile’. Le mie conclusioni sono basate su nient’altro che la scienza. Esse dovrebbero essere contraddette solo dalla scienza. Mentre chiunque può meramente fare qualsiasi affermazione scientificamente incorretta, senza essere criticata dai pari sembra che le elite di scienziati che stanno attualmente consigliando i nostri leader mondiali preferiscono rimanere in silenzio. Una sufficiente evidenzia scientifica è già stata messa in tavola. Sfortunatamente essa rimane intoccata da coloro che hanno il potere di agire. Quanto a lungo si potrà ignorare il problema quando al momento vi è una massiva evidenza che la soluzione dell’immunità virale sta mettendo in pericolo l’intera umanità? Possiamo dire ad alta voce che non sapevamo o che non eravamo stati avvertiti.

In questa lettera agonizzante riporrò tutta la mia reputazione e credibilità a rischio. Mi aspetto questo da voi, guardiani dell’umanità. È assolutamente urgente. Non aprite un dibattito. Modificate l’opinione pubblica!

 

EMERGENZA DI SALUTE PUBBLICA DI IMPORTANZA INTERNAZIONALE

Perché la vaccinazione di massa nel mezzo di una pandemia creerà un irreprimibile mostro

LA questione chiave è: perché nessuno sembra preoccuparsi della fuga di immunità virale? Lasciatemi tentare di spiegare ciò riferendomi ad un fenomeno più facilmente comprensibile: La resistenza antimicrobica. Uno può facilmente estrapolare questa piaga alla resistenza agli antivirali autoprodotti da noi stessi. Certamente gli anticorpi (Abs) prodotti dal nostro sistema immunitario possono essere considerati anticorpi auto-prodotti, senza tenere conto quali di essi facciano parte da sempre del nostro sistema immunitario (le così chiamate Abs ‘naturali’) o sviluppati in risposta a patogeni acquisiti (risultanti nei cosiddetti Abs ‘acquisiti’). Gli Abs naturali non sono germe-specifici laddove gli Abs acquisiti sono specificatamente direzionati al patogeno invasore. Quando nasciamo, il nostro sistema immunitario è ‘inesperto’ ma ben-formato. Esso ci protegge da una moltitudine di patogeni, e dunque prevenendo questi patogeni dal causare malattie. Come il sistema immunitario innato non può ricordare i patogeni incontrati (il sistema immunitario innato non ha la cosiddetta ‘memoria immunologica’), possiamo solamente continuare ad affidarci ad esso, ammesso che riusciamo a mantenerlo abbastanza ben ‘addestrato’. L’addestramento è ottenuto attraverso un’esposizione regolare ad una miriade di agenti ambientali, patogeni inclusi. Comunque, come invecchiamo, noi ci affacciamo crescentemente a situazioni nelle quali il nostro sistema immunitario innato (spesso chiamato ‘la prima linea della difesa immunitaria’) non è abbastanza forte da bloccare i patogeni al portale di ingresso (per la maggior parte barriere mucose come le vie respiratorie o gli epiteli intestinali). Quando questo succede, il sistema immunitario deve aiutarsi con degli agenti più specializzati del nostro sistema immunitario (Es. gli antigeni specifici Abs e le cellule T) per combattere i patogeni. Quindi mentre cresciamo, noi continuiamo a sviluppare un’immunità patogeno specifica, includente Abs altamente specifici. Come questi hanno un’affinità più forte per i patogeni (Es. virus) e possono raggiungere alte concentrazioni, possono compensare molto facilmente il nostro Abs naturale per affrontare i patogeni/virus. È precisamente questo tipo di Abs altamente specifici ed affini che gli attuali vaccini covid-19 stanno inducendo. Naturalmente il nobile fine di questi anticorpi è quello di proteggerci contro il covid-19.

Quindi, perché ci dovrebbe essere una maggiore preoccupazione ad usare questi vaccini contro il covid-19 ? Bene similarmente alle regole che si applicano nei classici antibiotici antimicrobici, è come dire che i nostri antibiotici antivirali creati da noi stessi, sono proporzionalmente prodotti e specificamente ritagliati sulle caratteristiche dei nostri nemici. Questo è il perché nel caso di malattie batteriche è critico di non scegliere solo il giusto tipo di antibiotico (basato sui risultati di un antibiogramma) ma anche prendere gli antibiotici a lungo abbastanza (in accordo alle prescrizioni). Il fallimento a compiere questi requisiti è un rischio per garantire ai microbi una possibilità di sopravvivere e perciò, può causare la crescita della malattia. Un meccanismo molto simile può anche applicarsi ai virus, specialmente ai virus che possono facilmente e rapidamente mutare (che è, per esempio, il caso con i Coronavirus); con la pressione esercitata dalle forze (leggi: della popolazione) del sistema immunitario inizia a minacciare la replicazione e trasmissione virale, il virus assume un altro rivestimento affinché esso non possa essere facilmente riconosciuto e dunque attaccato dal sistema immunitario dell’ospite. Il virus è adesso capace di avere una via di fuga immunitaria (la cosiddetta ‘fuga immunitaria’). Comunque, il virus può solo appoggiarsi su questa strategia provvista esso continua ad avere abbastanza spazio per replicarsi. I virus, in contrasto con la maggior parte dei batteri, devono appoggiarsi sulle cellule viventi dell’ospite per replicarsi. Questo è perché le casistiche delle ‘vie di fuga mutanti’ non sono troppo preoccupanti dal momento in cui la probabilità che queste varianti possano rapidamente trovare un altro ospite è abbastanza remota. Comunque, questo non è particolarmente il caso durante una pandemia virale! Durante una pandemia, il virus sta crescendo in tutto il globo con molti soggetti spargenti e trasmettenti il virus (includendo anche i ‘portatori’ asintomatici). Più alto  il carico virale, più alta la probabilità per il virus di rimbalzare dentro soggetti che non sono stati ancora infettati o nei quale l’infezione non aveva sviluppato sintomi. A meno che essi non siano sufficientemente protetti dal loro innato sistema immunitario (attraverso il natural Abs), essi prenderanno la malattia da covid 19 e non potranno affidarsi su altro, per esempio gli Abs acquisiti. È stato estensivamente riportato, invece, che la crescita in S (spike)-specific Abs nelle persone infettate asintomatiche è piuttosto limitata e di sola breve sopravvivenza. Inoltre, questi Abs non ottengono piena maturità. La combinazione di una infezione virale in un contesto di maturità non ottimale degli Ab e della loro concentrazione permette al virus di mutare e di sfuggire alla pressione immunitaria. La selezione di queste mutazioni principalmente occorre nella proteina S così come questa è la proteina del virus che è responsabile delle infezioni virali. Così le mutazioni selezionate dotano il virus con una capacità accresciuta di infezione, per cui diventa molto più facile per il virus il causare malattie gravi nei soggetti infettati. Più le persone sviluppano malattie sintomatiche, meglio il virus può assicurare la sua propagazione e perpetuazione (le persone che hanno gravi impatti di malattia spargeranno di più il virus e per un periodo di tempo più lungo di quello che i soggetti asintomatici fanno). Abbastanza sfortunatamente, la crescita a breve vita negli Abs S-Specifici rende, comunque, sufficiente a oltrepassare l’Ab naturale/innato delle persone. Questi sono messi fuori servizio e la loro sensibilità per la proteina S è inferiore di quella degli Abs S-specifici. Questo è da dire che con una crescente incidenza di infezioni nella popolazione, il numero di soggetti che vengono infettati nel mentre stanno affrontando una momentanea crescita negli anticorpi S-Specifici, verrà costantemente incrementata. Come risultato, un costante incremento del numero dei soggetti risulterà più suscettibile ad avere gravi malattie al posto di mostrare solo lievi sintomi (ad esempio solamente limitati al tratto respiratorio superiore) o addirittura nessun sintomo. Durante una pandemia, specialmente i più giovani saranno affetti da questa evoluzione dal momento che i loro Abs naturali non saranno largamente soppressi da una panoplia di Abs antigeni specifici acquisiti. Gli Abs naturali, e la naturale immunità in generale, gioca un ruolo critico nel proteggerci dai patogeni come essi costituiscono la nostra prima linea di difesa immunitaria. In contrasto con l’immunità acquisita, un’innata risposta immunitaria protegge contro un largo spettro di patogeni (quindi non compromette o sacrifica la tua immunità innata!). Poiché gli Abs naturali e le cellule del sistema immunitario innato riconoscono un diversificato spettro di (cioè, non proprio) agenti esterni (solo alcuni dei quali hanno potenziale patogeno), è importante, invece, di mantenerli sufficientemente esposti alle sfide ambientali. Mantenendo il sistema immunitario innato (che, sfortunatamente, non ha memoria!) ADDESTRATO, potremo molto più facilmente resistere ai germi che hanno realmente un potenziale patogeno. Ciò è stato per esempio scientificamente provato e documentato che l’esposizione ad altri, pressoché innocui Coronavirus, causa una ‘immunità a freddo’ diffusa, anche se di breve durata contro il covid-19 e i suoi leali scagnozzi (vedi le varianti più infettive).

La soppressione della immunità innata, specialmente nei gruppi più giovani, può, perciò, divenire veramente problematica. Non ci può essere dubbio che la scarsità di esposizione causata dalle misure restrittive implementate ad inizio della pandemia non hanno avuto un effetto benefico nel mantenere il sistema immunitario innato della popolazione ben addestrato. Così come ciò non avesse di già pesantemente compromesso il sistema immunitario innato in questo segmento di popolazione, ci sarà un’altra forza in gioco che innalzerà drammaticamente l’incidenza di morbilità e mortalità nei gruppi dei più giovani: LA VACCINAZIONE DI MASSA degli ANZIANI. Più questo ultimo gruppo di vaccinati risulterà grande ed esteso e quindi, protetto, più il virus risulterà forzato a continuare a causare disturbi nelle fasce di età più giovani. Questo diviene solo possibile vista la fuga dagli anticorpi S-Specifici che sono stati momentaneamente aumentati negli individui asintomatici precedentemente infettati. Se il virus diviene capace di gestire ciò, esso può beneficiare della (temporaneamente) soppressa immunità innata, quindi causare malattie in un crescente numero di questi soggetti ed assicurare la sua propagazione. Selezionare mutazioni designate della proteina S è, inoltre, la maniera di andare dal punto di vista del virus di innalzare la sua infettività in candidati che sono proni a prendere la malattia a causa di debolezze transitorie del loro sistema immunitario innato.

Ma allo stesso momento, stiamo anche osservando un gigantesco problema nelle persone vaccinate poiché ora loro si confrontano assiduamente sempre di più con varianti infettive mostrando un tipo di proteina S che è sempre più differente dalle versioni della S comprese con il vaccino (queste ultime edizioni derivavano dall’ originale, e vi era molta meno forza infettiva all’inizio della pandemia). Più le varianti diventano infettive, come per esempio bloccando l’accesso del virus alla porzione vaccinata di popolazione, di meno gli Abs vaccinali proteggeranno. Già adesso la mancanza di protezione e la trasmissione nei destinatari dei vaccini che sono esposti a queste forze ancora più infettive (le quali, infatti, progressivamente dominano il campo). Questo è come noi stiamo trasformando i vaccini in mezzi asintomatici per spargere varianti infettive. A un certo punto in un futuro piuttosto vicino, diverrà più profittevole (in termini di ‘ritorno sull’ investimento di selezione’) per il virus di aggiungere giusto ancora un pò di mutazioni (potrebbe essere una o due) alla proteina S delle varianti virali (già guadagnati con mutazioni multiple migliorando l’infettività) in un tentativo di rafforzare il suo collegamento al recettore (ACE-2) espresso sulla superfice delle cellule epiteliali permissive. Questo ora permetterà alla nuova variante di superare gli Abs vaccinali per collegarsi ai recettori (ACE-2). C’è da dire che a questo stadio, dovrebbe solo prendere poche mutazioni bersaglio aggiuntive incluse con il collegamento al dominio del recettore virale per resistere completamente agli Abs S-specifici anti covid-19, indipendentemente se questi ultimi sono stati provocati dal vaccino o dall’ infezione naturale. A questo stadio, il virus dovrà, invece, gestire la contaminazione su una gigantesca riserva di soggetti che ora divengono molto suscettibili alla malattia dal momento che ora sono divenute inutilizzabili in termini di protezione ma continuano a funzionare per una soppressione a lungo termine del loro sistema immunitario innato (es. infezioni naturali, e specialmente i titoli di anticorpi a lungo termine acquisiti da vaccinazione). La riserva suscettibile comprende ambo le persone vaccinate e coloro che sono rimaste senza Abs sufficienti a causa di una precedente infezione da covid-19. Quindi MISSIONE COMPIUTA per il covid 19 ma una situazione disastrosa per tutti i soggetti vaccinati e per le persone sieropositive al covid 19, poiché essi hanno adesso perso ambo, le loro difese immunitarie acquisite e naturali contro il covid 19 (mentre delle forze altamente infettive stanno circolando!). Questo è un piccolo passo per il virus, ma una gigantesca catastrofe per l’umanità’, che è da dire che che abbiamo portato il virus nella popolazione più giovane ad un livello che ora richiede un piccolo sforzo per il covid-19 di trasformarsi in un virus altamente infettivo che ignora entrambi le forze del nostro sistema immunitario così come quelle adattivi/acquisite (senza tenere conto se gli Abs acquisiti derivino da vaccinazione o da infezione naturale).  Lo sforzo del virus diventa ora ancora più lieve dato che molti destinatari del vaccino sono esposti a varianti virali altamente infettive, avendo ricevuto solo una singola dose del vaccino. Quindi essi sono dotati di anticorpi che non hanno ancora acquisito la loro funzionalità ottimale. Non c’è bisogno di spiegare che questi sta giusto incrementando ulteriormente la fuga immunitaria. Concretamente noi dovremo molto presto confrontarci con un virus super infettivo che resisterà completamente il nostro più prezioso meccanismo di difesa: Il sistema immunitario umano.

Da quanto detto, diviene sempre più difficile immaginare quali conseguenze  causate dall’ erroneo ed estensivo intervento umano in questa pandemia non andranno a cancellare una larga pare della nostra popolazione umana. Uno può solo pensare a poche altre strategie per ottenere lo stesso livello  di efficienza nel trasformare un virus relativamente innocuo in un’ arma biologica di distruzione di massa.

È certamente di importanza menzionare che le  mutazioni nella proteina S (cioà la stessa proteina che è soggetta alla selezione delle mutazioni resistenti) sono ora note per abilitare i coronavirus ai salti delle barriere di specie. Questo per dire che il rischio che dei ceppi resistenti mediati dal vaccino potrebbero permettere al virus di saltare ad altre specie animali, specialmente gli animali per la produzione industriale (maiali ed animali da fattoria) non sia trascurabile. Queste specie sono già note per ospitare vari differenti coronavirus e sono solitamente in allevamento in fattorie ad alta densità di posti di stallo. Similmente alla situazione con i virus influenzali, queste specie possono servire come una riserva addizionale per il SARS-Covid-2 virus.

Così come i patogeni si sono co-evoluti con il sistema immunitario dell’ospite, le pandemie naturali di infezioni virali auto-limitanti sono state forgiate come per prendere una piccola “tassa” sulle vite umane che non è più alta dello stretto necessario. A causa dell’intervento umano, il corso di questa pandemia è stato pesantemente disturbato sin dal primo inizio. Le stringenti e pervasive misure di prevenzione combinate con le campagne di vaccinazione di massa utilizzanti vaccini inadeguati porteranno senza dubbio ad una situazione dove la pandemia finirà pesantemente ‘fuori controllo’.

 

Paradossalmente, il solo intervento che potrebbe offrire una prospettiva alla fine di questa pandemia (al di là di lasciarle percorrere il suo disastroso corso) sarebbe …. La VACCINAZIONE. Naturalmente, il tipo di vaccini da usare dovrebbe essere completamente differente dal tipo di vaccini convenzionali , es., cellule B e T, ma cellule NK. C’è, una convincente evidenza scientifica che queste cellule giocano un ruolo chiave nel facilitare la completa eliminazione del covid-19 in uno stadio precoce dell’infezione nei soggetti positivi asintomatici. Le cellule NK sono parte della leva cellulare del nostro sistema immunitario innato e, differentemente dagli Abs naturali, loro sono capaci di riconoscere e attaccare un largo e diversificato spettro di agenti patogeni. Suona scientificamente razionale assumere che è possibile ‘favorire le cellule NK in modo che possano riconoscere ed uccidere i coronavirus in gran parte (includendo le loro varianti) in uno stadio precoce dell’infezione. Le cellule NK sono progressivamente descritte come dotate della capacità di acquisire memoria immunologica. Attraverso l’educazione di queste cellule in maniera che vengano rese abili a riconoscere a lungo e bersagliare le cellule infettate dal coronavirus, il nostro sistema immunitario potrebbe essere perfettamente armato per un attacco mirato all’universo dei coronavirus ancor prima dell’esposizione. Siccome il sistema immunitario basato sulle cellule NK provvede a sterilizzare l’immunità e permettere velocemente una protezione a vasto spettro, è ragionevole assumere che imbrigliare le cellule del nostro sistema immunitario innato è divenuto il solo tipo di intervento umano rimanente per terminare la pericolosa diffusione delle varianti altamente infettive del covid-19.

Se noi, esseri umani, siamo votati a perpetrare la nostra specie, noi non abbiamo altra scelta per eradicare queste varianti virali altamente infettive. Questo, invece, richiederà grandi campagne di vaccinazione. Comunque, i vaccini basati sulle cellule NK attiveranno principalmente la nostra immunità naturale per essere meglio istruita (memoria!) ed indurre immunità di gregge (il quale è esattamente l’opposto di stanno facendo oggi i vaccini covid-19 poiché questi stanno trasformando i destinatari del vaccino in portatori asintomatici che diffondono il virus). Quindi, non c’ una seconda possibilità per cambiare marcia e rimpiazzare gli attuali vaccini killer con dei vaccini salva vita.

Io mi sto appellando a COLORO i quali e a tutti i soggetti coinvolti, senza dare importanza al loro gruppo, per dichiarare immediatamente questa azione come L’UNICA Più IMPORTANTE EMERGENZA DI SALUTE PUBBLICA DI PORTATA INTERNAZIONALE.

sabato 6 marzo 2021

Come archiviare efficientemente i propri documenti

 

Spesso capita di fare la foto più bella che cattura il momento indimenticabile.

Quando poi si tratta di filmare il concerto dell’artista preferito o il compleanno del figlio o del nipotino.

Magari ti piace  sfruttare la memoria sconfinata del tuo personal computer per archiviare i tuoi appunti e manoscritti. Il tuo progetto di interni per trasformare il tuo salotto, o il tuo studio.

Capita poi con la quantità di impegni giornalieri che si hanno, di dover accantonare temporaneamente il progetto per riprenderlo dopo un certo intervallo di tempo più o meno lungo.

Nel tempo i progetti aperti ed i ricordi, tendono ad accumularsi e a divenire sempre più numerosi.

Capita poi periodicamente di voler vedere quella bella foto fatta in quella particolare circostanza e di non ricordarsi più dove la si è messa. Ti è mai successo? Se si allora questo articolo fa per te.

Un centro di raccolta dei tuoi dati

Al fine di recuperare in maniera efficiente quello che stai cercando, è necessario per prima cosa accentrare in un unico contenitore tutti i tuoi dati personali. Un tempo questo compito era impossibile, in quanto non esistevano supporti di capacità sufficientemente ampia da potervi memorizzare tutti i propri dati personali. Già da qualche anno si trovano dispositivi di archiviazione che superano il terabyte. Comprando uno di questi dispositivi, difficilmente capiterà di riempirlo tutto solo con i propri dati personali, nell’ arco di un’ intera vita.

Non ti consiglio invece di lasciare i tuoi dati in una chiavetta usb in quanto facilmente smarribile e comunque di capacità limitata. Anche se le moderne chiavette usb possono arrivare a capacità notevoli, come 64gb o più. Ci si troverebbe comunque costretti a dover utilizzare più volumi dopo un certo tempo. Inoltre le chiavette USB possono perdere la memoria, dopo un certo numero di anni, più velocemente che un supporto magnetico vecchio stile.

In generale comunque tutti i supporti sono proni alla rottura dopo un certo tempo. Per rendere sicura la memorizzazione per il lungo periodo è necessario utilizzare degli accorgimenti. Come implementare un sistema RAID, del quale riporterò in seguito un articolo dedicato.

 

Separa i tuoi dati personali, da quelli pubblicamente reperibili

È importante tenere separati i dati personali da quelli pubblici. Questi ultimi infatti, in caso di disastro o di cancellazione involontaria, possono essere ottenuti nuovamente semplicemente copiandoli di nuovo dalle fonti già utilizzate in precedenza. Oppure da altri fonti pubbliche. I dati personali invece, che siano foto o documenti scritti o tracce audio, non sono reperibili da fonti esterne, a meno di non averle preventivamente pubblicate. Se ci si tiene alla propria discrezione, si farà attenzione prima di caricare su internet i propri dati personali.

Separare i dati personali da quelli pubblici permette inoltre di risparmiare spazio sull’ unità di archiviazione centrale. In quanto i dati pubblici possono stare comodamente su un supporto separato su cui si potrà applicare un minore livello di protezione dei dati.

Tutte le strade portano a Roma

Ora arriva il cuore dell’articolo. Man mano che si copiano i dati sul supporto di archiviazione, useremo l’accortezza di creare più collegamenti ai dati archiviati. Ogni collegamento avrà il nome di un significato particolare e personale che attribuiamo al file.

Ad esempio, supponiamo di archiviare le foto e i video fatti durante le vacanze in Sardegna nel 2019 fatte con la famiglia e con gli amici Paolo e Anna.

 

I file si presenteranno tipicamente in questa maniera:


 

Una lista di file senza struttura. Solo il nome ci da qualche informazione sulla data.

Copiamo quindi le immagini in una cartella del nostro archivio centrale. La cartella la chiameremo Sardegna_2019.

Otterremo quindi una struttura di questo tipo:


 

Per questo tipo di dato potrebbe già essere sufficiente così, in quanto il nome della cartella richiama già un significato che a mente dopo anni, si può facilmente ritrovare.

Basterà infatti entrare nella cartella e digitare “Sardegna”, che il gestore di file ci porterà automaticamente alla cartella che potremo ritrovare facilmente. È altresì vero che le vacanze sono state fatte insieme agli amici Paolo e Anna. Immaginiamo che volessimo avere un archivio dove sono presenti tutti i viaggi fatti con gli amici Paolo e Anna. Supponiamo dunque di aver creato in passato una cartella “Paolo_e_Anna” dove mano a mano salviamo le foto fatte insieme a loro. Tornando all’ esempio precedente dunque, delle vacanze in sardegna, ci saremmo trovati nella situazione di voler salvare le nostre foto sia nella cartella Sardegna_2019 che nella cartella Paolo_e_Anna. In quanto le foto salvate riguardavano entrambe le cartelle di archiviazione: Sardegna_2019 e Paolo_e_anna.


In quale cartella salvo i files ?

Possiamo pensare dunque  di copiare i files in entrambe le cartelle “Paolo_e_anna” e in Sardegna_2019, così in futuro da poterle richiamare facilmente digitando le loro iniziali: “Paolo..” oppure “Sardegna..” ed arrivare immediatamente alla fruibilità dei dati. Questo tuttavia comporterebbe una ridondanza dei dati che occuperebbe spazio di memorizzazione inutile, in quanto copie esatte dei file di origine.

Oltretutto si vorrebbe creare un ulteriore cartella relativa all’ anno 2019. Dove mettere tutte la attività più significative ed interessanti che si sono svolte nell’ arco di quell’ anno.

Le foto della vacanza in Sardegna si sarebbero dovute porre anche lì. In quanto vacanze svolte nell’ anno 2019.

Questo comporterebbe addirittura una triplicazione dello spazio in uso.

Utilizzo dei collegamenti

Ci viene incontro la funzione supportata da tutti i sistemi operativi di creazione di collegamento. I files dunque potranno essere copiati una volta sola su una delle cartelle, e poi collegati in tutte le altre.


 

I files così collegati nelle tre cartelle risulteranno memorizzati una sola volta, ma richiamabili con tre mnemonici differenti.

·        2019

·        Paolo_e_Anna

·        Sardegna_2019

Con la stessa tecnica si sarebbero potuti creare collegamenti in altre cartelle e così altri mnemonici.

Come ad esempio

·        Anna

·        Anna_e_Paolo

·        Vacanze

·        Mare

etc.

Questa banale tecnica che sfrutta i collegamenti a files, simula il concetto di Tag, provvisto di solito sui sistemi di archiviazione online. I collegamenti servono da etichette che caratterizzano e danno significato al contenuto.

Si creano così più strade o percorsi che ci portano al nostro file o contenuto informativo. Esattamente come i percorsi sinaptici del cervello, che ci permettono di associare un’ idea ad un’ altra, riusciremo a richiamare i files di interesse senza ricordare il nome del file esatto, ma digitando le iniziali di una qualsiasi cosa che ci verrà in mente richiamando alla memoria la situazione vissuta e memorizzata nel file.

Es, Mare, Paolo, Anna, Sardegna etc.

 

Seguono due immagini schematizzanti: la situazione come di solito si presenta salvando i files in una sola cartella senza creare collegamenti:

 


E creando collegamenti ai files (contenuto multimediale) tanti quanto sono le cose che i contenuti dei files ci richiamano alla mente.

 


             

Si otterrà dunque questo risultato finale:

 

Conclusioni

Archiviare bene files personali comporta un piccolo impegno in più, per scrivere più tracce e percorsi che ci permetteranno di richiamarli velocemente. Questi percorsi si realizzeranno creando collegamenti ai files nominati con i concetti che  meglio richiamano il contenuto dei files.

Cos’ facendo basterà in qualsiasi momento futuro, anche a distanza di anni, di digitare le prime cose che ci verranno in mente del contenuto del file ricercato e di essere ricondotti direttamente al file che si cerca.