giovedì 21 marzo 2013

Tanti anni fa
un bambino gettava un sasso nel lago e guardava le onde concentriche espandersi attraverso di esso.
Anni dopo  nello stesso lago un ragazzo lanciava sassi. La mente liquida come l'acqua , nel fulgore della fanciullezza.
Anni dopo un uomo remava una barca traversando il lago in un pomeriggio di settembre. Fluidamente
scorreva sulla superficie.
Anni dopo un vecchio guardava l'acqua e vi vedeva riflesso il suo volto , distorto dall' increspatura delle onde.
L'uomo prese un sassolino dalla fanghiglia e lo lanciò in lontananza nel lago.
Contemplò in seguito le onde concentriche prodotte dall' impatto del sasso con l'acqua.

Lui si vide in quelle onde. Oramai piccole , rifrante , affannate , confuse nell' interferire con altre onde , innescate da altri processi , come la brezza , gli animali del lago e tutto cio' che vi era di mobile.
Che cos' erano le onde , se non energia che si muoveva attraverso un mezzo , attraverso l'acqua.
L'acqua le rendeva visibili agli occhi , ma le onde non erano l'acqua, perchè loro si spostavano mentre l'acqua rimaneva li dov'era una volta che erano passate.
Gli venne subitaneo un paragone , lui stesso era un onda , spostatasi lungo i confini della sua esistenza , attraverso gli anni. Passata attraverso il suo corpo  , attraverso la materia stessa del suo corpo , che rinnovato attraverso gli anni , non aveva piu' nulla a che vedere col suo corpo di infante o di fanciullo o di giovane uomo. Tutto della sua struttura materiale era fluito attraverso il suo essere , come quell' onda , che si propagava nel lago , anche lui era un onda che si propagava tramite la carne nello spaziotempo.

Socchiuse gli occhi in venerabile meditazione ascoltando la frescura della brezza mattutina che gli rinfrescava il volto e accarezzava i capelli bianchi.
Amava la mattina.


Nessun commento:

Posta un commento